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Montefino le giornate fai |
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GIORNATE FAI 27 E 28 MARZO 2010
Certo che dal 1462 di cose ne sono cambiate parecchie! Quasi stentavo a riconoscere gli ambienti della mia augusta magione e davvero non mi ci raccapezzavo in mezzo a quelle strane cose poggiate qua e là, oppure appese ai muri. Mi hanno spiegato che sono forme che esprimono “arte”… Bah! Già ai miei tempi non avevo gran tempo da dedicare all’arte, preso com’ero tra guerre, cacce e vendette, che rappresentavano il mio pane quotidiano, quindi confesso la mia totale ignoranza in materia. Però, avrei preferito di gran lunga vedere appese ai muri teste di cervo o di cinghiale o, magari, qualche trofeo strappato ai miei innumerevoli nemici. Comunque, devo dire di aver assai gradito la moltitudine di gente che è venuta a visitare il mio castello. Segno che, pur con tutti i miei difetti, che non erano pochi, ancora suscito un certo entusiasmo tra le masse. Fossi vissuto in questi tempi moderni, penso che sicuramente avrei avuto un buon successo in politica, anche se devo confessare che proprio non comprendo la necessità di tutta questa democrazia. Nel XV secolo era sicuramente più semplice governare, perché o si faceva quello che dicevo io, oppure… In ogni caso, mi sono davvero divertito e mi ha fatto molto piacere vedere i miei sudditi partecipare in massa e anche con gioia a queste due giornate indette dal FAI. Temo proprio di aver perduto col tempo la mia proverbiale cattiveria!!! Cinquecento anni fa, il mio supremo piacere sarebbe stato quello di sottoporre i Montesecchesi a ingiustizie, soprusi e torture, per la sublime delizia del mio sadismo. Oggi invece - mutatis mutandis - riesco perfino a considerarli con una certa simpatia e - perché no? - addirittura con affetto. Però mi viene da pensare che, se ‘sti benedetti Montesecchesi avessero un Giosìa a render duri i loro giorni, magari eviterebbero di complicarseli da soli… Ah, saperlo!!! Un cordialissimo quattrocentesco saluto,
Giosìa degli Acquaviva
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